24 ottobre 2005

2.

D’ora in avanti mi penserò pertanto in questa posizione e me ne beerò, traendone i relativi vantaggi. Il pensiero di trovarmi rinchiuso dentro un vaso adesso non mi esalta. Mi piacerebbe d’altro canto che le mie ceneri venissero sparse nell’acqua del fiume della mia città natìa. Tuttavia per quanto ho intenzione di fare ora, ossia di intrattenermi con voi in una gustosa conversazione, trovo sia preferibile immaginarmi sdraiato in un feretro. E non lo dico per me, bensì per voialtri. Sono sicuro infatti che voi non riuscireste mai ad immaginare dei pensieri provenienti da qualcosa che non abbia un pur lontano aspetto umano, dei pensieri trasportati da un alito di vento o scritti nell’acqua, e questo vi farebbe perdere l’attenzione che mi dovrete dedicare.
Quindi, da principio, immaginate pure che io ora sia un corpo esanime, o se preferite uno scheletro, ben sdraiato sul fondo di questa bara e che questi che vi presento siano gli ultimi pensieri rimasti racchiusi nella mia scatola cranica ancora intatta e che il mio sia un tentativo per esorcizzarli e per permetter loro di prendere aria così da liberarmi una volta per tutte.

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