06 novembre 2005

3.

Ora dovrei essere pronto a vivere questa non-esistenza che ora appartiene a me e a me solo, e che pensavo in realtà già di possedere ancor prima di esser trapassato, ma se lo sia effettivamente, ora, questo non riesco ancora a capirlo. Ciò che riesco a comprendere, o meglio, a percepire, è ciò che sono in questo istante e ciò che ora ho intorno, ciò che mi appartiene. E qualcuno fra voi potrà facilmente pensare che ciò che possiedo ora sia in realtà ben poco, dato che apparentemente niente mi appartiene. Ma se si getta per un attimo lo sguardo al di là si può notare con relativa semplicità quanto io adesso sia effettivamente ricco. In questa mia posizione posso con tranquillità affermare che tutto ciò che desidero, ma anche ciò che non desidero, mi appartiene, dato che niente può non appartenermi. D’accordo, ciò che ho in verità, a parte tutti i giri di parole, è la mia cassa e la mia morte (così come voi avete la vostra, di cassa e la vostra, di vita). Vi sembra un po’ poco, forse? A me no, e me li tengo ben stretti entrambi, non posso certo desiderare altro – non vi pare? Ora mi basta la mia sorte, perché ora, e solo ora, riesco a capire ciò che mi appartiene. Io appartengo alla morte, ma la morte stessa appartiene un po’ a me.

3 Comments:

Blogger plastica said...

tanti auguri di buon compleanno!
pla

00:57  
Blogger diechirico said...

uao! il primo commento!
grazie cì, un bacione!

19:56  
Blogger plastica said...

oih ti stavo rilinkando ma vedo che hai slinkato me.. vabbè.

23:05  

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