8.
E sotto terra, al riparo da tante distrazioni, credetemi, è possibile fermarsi per pensare, per pensare, per pensare. Non è detto che pensando in continuazione, riflettendo per tutta la durata di una vita, alla fine si giunga a un qualcosa che renda possibile il ritorno in superficie. Anzi, di certo le risposte a tali quesiti non verranno mai trovate, ma di sicuro varrà la pena anche soltanto provare a cercarle, anche nel caso in cui già si sapesse che si sta cercando un qualcosa che, per definizione, non possa in alcun modo essere trovato, perché di fatto è un qualcosa di troppo intangibile e delicato. Come, che so, provare a raccogliere un alito di vento o provare a stringere, senza interromperne il fragile battito d’ali, una sfuggente farfalla. Oppure, ancora, come aspettare per una vita intera qualcuno che non arriverà mai vuoi per causa di forza maggiore vuoi perché non è stato invitato o perché, questo qualcuno, forse non esiste proprio; come aspettarlo, appoggiati a un albero, sapendo di aspettare per nulla, di aspettare nulla, essendo consci di non poter incontrare nessuno nell’attesa, se non qualcuno di passaggio che disilluda le vostre già sottili speranze, al pari di Vladimiro ed Estragone…
Chi sono, mi chiedete? Solo due vecchi amici, forse.
Chi sono, mi chiedete? Solo due vecchi amici, forse.

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