11.
Tuttavia tutto questo ora, me ne rendo conto, ha ben poca importanza e ne ha avuta ancor meno fino a… ieri. D’ora in avanti, se ci sarà un avanti, non avrò più il problema di dovermi confrontare con la mia immagine riflessa né, tantomeno, con i vostri sguardi penetranti. Io, non so se ci avete fatto caso, continuo a dire d’ora in poi, d’ora in avanti, ieri, presto, oggi, a usare la parola sempre, come se qui queste avessero un qualche remotissimo significato.
è curioso e fa uno strano effetto chiedersi se ci sarà un avanti, o se lo si stia già non-vivendo questo avanti, perché è una di quelle domande cui non si può rispondere, una di quelle contraddizioni insolubili o una di quelle cose impensabili, tipo – che ne so – un cerchio quadrato.
Io, da qui sotto, non riesco a capire se il tempo continui inesorabilmente a scorrere oppure no, o se si sia fermato solo per me. Certo, io posso immaginare la bara dentro cui riposo, non so da quanto, dato che posso ancora avvertire il confortevole tepore dell’imbottitura di velluto (che peraltro potrebbe essere un materasso molto morbido su cui mi sono assopito e sui cui sto beatamente sognando), ma non posso sapere se anche il resto del mondo abbia cessato di essere, o se solo a me sia toccata questa singolare sorte.
Per quanto ne so io, potrebbe essersi realizzata la profezia di… di… di qualcuno, di cui non ricordo il nome e per questo vogliate scusarmi, e il mondo intero è stato annientato, magari risucchiato dal buco nero generato dalla simulazione in laboratorio del Big Bang, in una cittadina americana, anch’essa senza un nome precisato. Questi potrebbero sembrare solo discorsi confusi, ma seguitemi solo per un attimo in questa lunga divagazione.
è curioso e fa uno strano effetto chiedersi se ci sarà un avanti, o se lo si stia già non-vivendo questo avanti, perché è una di quelle domande cui non si può rispondere, una di quelle contraddizioni insolubili o una di quelle cose impensabili, tipo – che ne so – un cerchio quadrato.
Io, da qui sotto, non riesco a capire se il tempo continui inesorabilmente a scorrere oppure no, o se si sia fermato solo per me. Certo, io posso immaginare la bara dentro cui riposo, non so da quanto, dato che posso ancora avvertire il confortevole tepore dell’imbottitura di velluto (che peraltro potrebbe essere un materasso molto morbido su cui mi sono assopito e sui cui sto beatamente sognando), ma non posso sapere se anche il resto del mondo abbia cessato di essere, o se solo a me sia toccata questa singolare sorte.
Per quanto ne so io, potrebbe essersi realizzata la profezia di… di… di qualcuno, di cui non ricordo il nome e per questo vogliate scusarmi, e il mondo intero è stato annientato, magari risucchiato dal buco nero generato dalla simulazione in laboratorio del Big Bang, in una cittadina americana, anch’essa senza un nome precisato. Questi potrebbero sembrare solo discorsi confusi, ma seguitemi solo per un attimo in questa lunga divagazione.

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