<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049</id><updated>2011-09-06T13:58:09.965+02:00</updated><title type='text'>Pensieri Racchiusi</title><subtitle type='html'>a noi morte apparecchi riposato albergo</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>21</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-115839563611518199</id><published>2006-09-16T10:33:00.000+02:00</published><updated>2006-09-16T10:35:27.383+02:00</updated><title type='text'>20.</title><content type='html'>Ricordo, senza rivederle nitidamente, poco distante, delle scritte attaccate al muro con le puntine; una in particolare, letta una volta su una statua di eterea bellezza (un io che si ripercuoteva su se stesso…) vista un giorno in un museo d’arte moderna, il cui significato è celato nell’antichità dell’italiano: &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Così ti sterperò coi denti e l’ugne&lt;br /&gt;Dolore eterno che nel cor mi pugne.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E poi scorgo altre frasi, altre foto, altri oggetti, libri, fumetti, dischi. Ma non rivedo nessuno, nessun essere vivente, non ho nessun ricordo legato ad altri… perché? Eppure sono sicuro di aver passato la mia vita accanto ad altri, che ora mi appaiono come presenze sottili e invisibili. Devo sforzarmi, devo. Voglio ricordare cos’è stato della mia vita, cos’è stata la mia vita. Per paradosso, riesco solo a ricordare che non mi ricordavo mai di nulla. Mi perdevo sempre qualcosa. Quelle piccole cose superficiali e banali che accadono mille volte quotidianamente io ero capace solo di viverle, ma non di ricordarle. La gente si beava di queste piccolezze, e forse anch’io o forse l’ho semplicemente desiderato, ma veramente ora proprio non ricordo… Il ricordo… Il ricordo… un’ossessione ora più grande della stessa non-vita, perché sono costretto a voler ricordare: qui sotto non è che ci sia poi molto da fare, neanche un ragno con cui parlare, no!, perché mi hanno sigillato dentro questa cassa imbottita con un coperchio pesante ben saldato con la fiamma ossidrica. Forse tra un po’ avrò la compagnia dei vermi che usciranno direttamente dal mio corpo in decomposizione, ma non so se ne gioirò realmente. Ora come ora, non riesco neanche a capire se i miei occhi sono aperti, chiusi o, semplicemente, se ci siano ancora. A pensarci bene gli occhi potrebbero benissimo essere ancora aperti e in grado di svolgere la loro funzione biologica, ma distinguere il buio in cui sono rinchiuso dal buio delle palpebre abbassate appare ora un’impresa titanica. In verità non sono in grado di ricordare come era vedere, osservare, fissare qualcosa o qualcuno. Forse era un qualcosa cui mi ero assuefatto e a cui non ho mai prestato abbastanza attenzione. Qualcuno, fra voi, ha forse mai goduto del fatto di avere due braccia attaccate alle spalle? Forse si, se fra voi c’è qualcuno che non ha l’uso di uno o di entrambe le braccia. Se ora, con uno sforzo immane, riuscissi a spalancare gli occhi, cosa potrei mai vedere? Niente, assolutamente niente. Questo è ancora un misero capriccio, me ne rendo conto. Uno stupido tentativo di sentirsi ancora vivo. Ma abituarsi all’idea, a questa idea, non è facile, ve l’assicuro. Forse è meglio meditare un po’ e tentare di ricordare qualcuno (e non qualcosa). Anche questo ritenete che sia patetico? Fa nulla, ora è questo che voglio fare. E poi credo che in ben pochi stiate ancora veramente ascoltando questo mare di parole slegate. Allora vediamo un po’...&lt;br /&gt;Mi servirebbe il giusto silenzio... Ok, ok, battuta di dubbio gusto... Ma se solo riuscissi a concentrarmi, sento che basterebbe un niente per spalancare le porte della memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-115839563611518199?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/115839563611518199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=115839563611518199&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/115839563611518199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/115839563611518199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/09/20.html' title='20.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-115452870580887843</id><published>2006-08-02T16:24:00.000+02:00</published><updated>2006-08-02T16:25:05.820+02:00</updated><title type='text'>19.</title><content type='html'>Tento di andare ancora più indietro con la memoria, qualcosa dovrò pur ricordare. Mi sovviene qualche immagine dilatata senza contorni, oggetti non messi a fuoco, macchie scure su uno sfondo di ricordo sbiadito, ma almeno ricomincio a vedere qualcosa. Rivedo la mia stanza, la stanza dove vivevo. Certo, i contorni non sono assolutamente definiti, ma sono sicuro di ricordare la parete davanti al mio letto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedo un quadro, dei quadri. Saturno di Goya è fra questi.  Gli occhi spalancati del dio pagano, il corpo martoriato e il sangue del figlio che viene divorato con crudo realismo, i contorni del corpo di Saturno che si confondono quasi nello sfondo così implacabilmente nero su cui il corpo bianco del figlio risalta in un contrasto assurdo, il tormento interiore di Goya. Rammento quando vidi il quadro la prima volta: rimasi estasiato da quel sangue sgorgare impetuoso dal corpo così piccolo e ormai inerme del figlio dilaniato dai morsi del padre, dai suoi occhi che fissano il vuoto in una posa così irreale e apparentemente indifferente mentre sta per strappare un braccio con un morso. La mia coscienza si arricchì allora di un nuovo dolore, di un dolore che da quel momento in poi potevo rendere mio e viverlo e rammentarlo con un semplice sguardo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A poca distanza rivedo il calendario della Roma, calciatori in divisa da gioco trasformati in gladiatori da una mia memoria troppo storica e dai cori della Curva Sud. Adoravo guardare la mia Roma, andare allo stadio, guardare le partite in televisione, vivere quelle emozioni che solo una partita di pallone e le giocate di Totti sapevano regalarmi. Amavo anche giocare al calcio, ma non ho mai ottenuto risultati proporzionali ai miei sforzi che producevo per aiutare la squadra. Sopra il calendario, altri quadri, troppo confusi per esser riconosciuti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-115452870580887843?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/115452870580887843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=115452870580887843&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/115452870580887843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/115452870580887843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/08/19.html' title='19.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-115063598314011295</id><published>2006-06-18T15:05:00.000+02:00</published><updated>2006-06-18T15:06:23.150+02:00</updated><title type='text'>18.</title><content type='html'>Ritornando a quanto si diceva poco prima di questa inutile, nonché ennesima, divagazione, bisogna che cominci a schiarirmi le idee, o quanto ne è rimasto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sarebbe piaciuto assistere ai miei funerali, ma in quel momento penso stessi riposando troppo profondamente, perché non ho il minimo ricordo di ciò che è avvenuto stamattina, o ieri, o ieri l’altro. Quello che mi chiedo è come sia possibile, è anche questo che mi confonde non poco, chiedere a me stesso di ricordare il giorno dei miei funerali o quello in cui sono morto. Forse è una sorta di contrappasso quello che sto non-vivendo: in vita ho pensato tanto, io non facevo che pensare, e ora per ricompensa, o per punizione, sono condannato a continuare a pensare pensare pensare. E così penso. E a cosa pensare se non a ciò che è stato? Ma se ripercorro la mia vita all’indietro, cosa vedo? Constatato che dei funerali non ho ricordi “vivi” (scusate l’eufemismo), dovrei rivedere… cosa?… sicuramente l’ultimo frammento di vita vissuta… ah, sì! il momento in cui sono morto, senza dubbio… … … … … … … … Ma com’è che sono morto? No, non riesco a ricordare neanche questo. Ma com’è possibile? Eppure sono morto, ve l’assicuro, non respiro più, questo è certo! Forse è proprio per questo che sono così confuso, perciò non me ne vogliate. Pensare a ritroso, questo è il trucco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-115063598314011295?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/115063598314011295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=115063598314011295&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/115063598314011295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/115063598314011295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/06/18.html' title='18.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114987724192434889</id><published>2006-06-09T20:19:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T20:20:41.953+02:00</updated><title type='text'>17.</title><content type='html'>Quindi a voi che rimanete, e a coloro che vi seguiranno e che prenderanno il vostro posto e che calpesteranno quello stesso suolo che anch’io calpestai, rimarrà qualche grana di questo tipo con cui scontrarsi, qualche ostacolo di origine puramente etico o sanitario da dover superare, perché, questo è certo, la gente continuerà a morire e lo spazio intorno a voi non aumenterà di certo, e così quando tutti i cimiteri saranno stracolmi si dovrà pur procedere con qualche precisa e risoluta iniziativa. E l’idea di sacrificare tutti i cadaveri che alloggiano in grandi e ingombranti bare sarà comunque una buona idea, ma da quale corpi cominciare? Come procedere all’eliminazione dei corpi, o quanto di essi ne rimane? Quale sarà un giusto criterio? E una volta superati questi problemi, dei morti freschi che ne farete? Li seppellirete nei loculi svuotati e tirati a lucido, o i cimiteri verranno del tutto eliminati per creare più spazio vivibile e qualunque corpo verrà cremato e le sue polveri sparse da qualche parte (anche per ristabilire una sorta di giustizia con i morti più antichi)? E se si procederà così, le ceneri sparse per l’aria o per i mari o per i fiumi non saranno probabile causa di nuove infezioni per qualche miliardo di superstiti? Questi, me ne rendo conto, sono problemi cui mai avete pensato e cui mai avreste pensato se non avessi sollevato la questione, tuttavia non dovete preoccuparvi fin d’ora, il tempo seguirà il suo corso e quando lo spazio comincerà a non bastare più qualcuno al posto vostro penserà a risolvere il problema. Voi dovrete solo commentare ciò che loro faranno seduti comodamente sulla poltrona del salotto, e magari pensare ai primi parenti defunti che sacrifichereste volentieri in un’opera di tale pulizia e allargamento, diciamo così. Dopodiché non dovrete certo pensare a quando sarà il vostro turno, perché al vostro cadavere saranno altri ancora a doverci pensare. Ci sarà sempre qualcuno che si occuperà di queste faccende al vostro posto (credete che sia ironico e non riuscite a decifrare i miei messaggi? pazienza…). Quindi state pur tranquilli e continuate ad ascoltarmi, che almeno per le prossime ore, come vi ho fatto notare, non avrete da preoccuparvi di queste cose. Non dovrete neanche necessariamente dover pensare che anche voi potrete morire e che prima o poi morirete, dovete solamente rilassarvi e ascoltarmi, possibilmente senza interrompermi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114987724192434889?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114987724192434889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114987724192434889&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114987724192434889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114987724192434889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/06/17.html' title='17.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114872964004169947</id><published>2006-05-27T13:33:00.000+02:00</published><updated>2006-05-27T13:34:00.070+02:00</updated><title type='text'>16.</title><content type='html'>Anche se il processo stesso del ricordo non sarebbe altro che un mero espediente per continuare a rimanere ancorati a una qualsiasi proiezione della vita, tuttavia trovo che sarebbe interessante se riuscissi quantomeno a ricordare il mio nome o semplicemente la mia persona. Ricordare cosa facevo nel mondo, cosa ne facevo, della mia vita, che aria respiravo, quale terra calpestavo… Ricordare mi aiuterebbe a intrattenervi, avrei così molte più cose da potervi raccontare di quante non ne abbia ora e potrei inoltre rendere in questo modo quest’attesa ancor più breve. Forse questo è già un primo ricordo del mio passato, questa ossessione di ricercare un qualcosa che mi facesse ingannare le attese, che facesse contrarre il più possibile i tempi delle attese, perché, come vi ho già detto, qui i tempi morti non hanno ragione d’esistere (dato che inoltre sono i tempi stessi che non hanno ragione d’esistere) e quindi questo mio discorso non ha alcun senso. Sto cercando solo di poter sfruttare questa mia posizione per potermi guardare indietro al fine di poter individuare la scia di cenere che devo aver lasciato da qualche parte, lassù fra i vivi. è pur possibile, e ne sono consapevole, che non abbia lasciato dietro di me alcuna eredità di affetti, alcuna scia, oppure che ne abbia lasciata una troppo labile che si sarà già dispersa al primo alito di vento e di conseguenza impossibile da individuare. è pur possibile quindi che non abbia ricordi da ricordare, ma mi voglio lo stesso sforzare in questa nuova ricerca e se non arriverò a nessuna soluzione, come probabile, beh! almeno ci avrò provato. Avrò provato a ricordare di me.&lt;br /&gt;Molti pensieri sono confusi, ho ricordi nitidi (per quel che mi può sembrare) di episodi forse futili che ho vissuto e tante cose, tanti avvenimenti, è come se fossero stati vissuti da qualcun altro, compreso gran parte di quanto vi ho raccontato sinora. Questo vuol dire che, nonostante tutti i discorsi che ho fatto finora, io non so realmente se ciò che ho descritto sia quello che io provavo, sentivo o toccavo. Non riesco a distinguere il me trapassato dalla vita in generale, o dall’idea che io ora ho di questa, o dall’idea che mi sembra di ricordare di avere, o di avere avuto, di questa. Non c’è dubbio, devo trovare una strategia d’azione per chiarirmi le idee, prima che cominci a raccontare in prima persona qualcosa che non ho mai né provato né vissuto personalmente, prima cioè che sia… troppo tardi… Come troppo tardi? Che senso ha? – vi chiederete (senza interrompermi, voglio sperare). Eh sì!, perché nonostante quanto vi ho detto finora, anche per me io penso che ci sarà un fine, un’altra fine, una nuova fine, che sarà solo la conseguenza di un processo puramente fisico, così come lo è la morte. Immagino cioè che quando la mia scatola cranica sarà ridotta in un cumulo di polvere, cibo per fetidi insetti e animaletti, i miei pensieri cesseranno finalmente di affliggermi. Forse questa eventualità si avvererà al più presto (anche se “presto” non ha alcun significato), forse tra qualche vostro anno o forse mai. Non so in che stadio di decomposizione sia il mio corpo esanime e del resto non so se, effettivamente, una volta polvere potrò smettere di pensare. Potrebbe anche succedere che continui il mio incedere sotto forma di fuoco fatuo intrappolato da queste sei pareti sotto la terra e che smetterò di “essere” solo quando potrò volare via, dissolvendomi, da questa bara, quando verrà aperto il suo coperchio un bel giorno nel quale tutte le bare verranno dissotterrate e scoperchiate. Forse un giorno nel quale si dovranno svuotare i cimiteri delle grandi città perché i morti saranno troppi e i vivi non sapranno più dove metterli e sacrificheranno, forse con qualche gran focolare, tutti i resti dei cadaveri più antichi (forse verranno riciclate anche le bare… ma questo importa veramente troppo poco). E questi, saranno problemi solo per i vivi, non di certo per noi altri, cui riposare sottoterra o nell’aria sotto forma di cenere fa davvero poca differenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114872964004169947?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114872964004169947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114872964004169947&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114872964004169947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114872964004169947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/05/16.html' title='16.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114698416562636998</id><published>2006-05-07T08:40:00.000+02:00</published><updated>2006-05-07T08:42:45.636+02:00</updated><title type='text'>15.</title><content type='html'>Io dal mio canto sono convinto di una cosa: che prima o poi sarà veramente tutto finito. Così smetterò di pensare, o di pensare di stare a pensare, e a quel punto sì che tutto sarà finito e staccherò veramente la spina, terminando anche questa mia strana posizione attuale di &lt;em&gt;stand by&lt;/em&gt;. Tuttavia ancora, anche se sono dentro una cassa ben steso, non riesco a immaginare &lt;em&gt;quel&lt;/em&gt; dopo, come non riuscivo in vita a immaginare questo dopo, e ho al solo pensiero quella nausea, quel magone di cui abbiamo già discusso.&lt;br /&gt;Ma no! Non è vero! Chi voglio ingannare? Non è vero, la nausea è solo un’illusione per riallacciarmi al mio passato, alla mia storia, alla mia – vita… Ora non posso più provare neanche da lontano quel senso di acido in fondo alla gola, dietro la lingua, che prima mi garantiva di essere vivo. Sono un nostalgico! Per di più, vi dirò, farei volentieri una visitina ai miei vicini di tomba per tirar loro qualche bello scherzo, che so, un pizzico di nascosto, un soffio sulle loro polveri, così giusto per il gusto di farlo… di sentirmi ancora… no! No! Lo sapevo… Non sarebbe dovuta andare così. Mai e poi mai avrei dovuto avere nostalgia della mia vita che non ho mai vissuto. Più di una volta invocai la morte (quella romanzata, uno scheletro con la tunica e il cappuccio neri, e la falce nella mano sinistra), che mi venisse a prendere, che la facesse finita con me (in verità con la mia vita). Più di una volta mi sono seduto davanti alla scacchiera, perfino davanti ai bianchi, a tentare di farmi mattare dalla mia silenziosa e greve (e in più immaginaria) avversaria. E quando finalmente ce l’ho fatta (e non so realmente quando, bisognerà che ci pensi…) che faccio? Mi lamento e rimpiango la vita. Forse era troppo presto (quando, poi?)? Non ero pronto? Non ero io? Chi lo sa, non so neppure chi sono, non lo ricordo e d’altronde penso che qui sotto abbia ben poca importanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114698416562636998?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114698416562636998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114698416562636998&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114698416562636998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114698416562636998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/05/15.html' title='15.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114511678991225204</id><published>2006-04-15T17:59:00.000+02:00</published><updated>2006-04-15T17:59:49.930+02:00</updated><title type='text'>14.</title><content type='html'>Qui sotto, ora, io non ho di questi problemi e d’altronde la mia è una posizione privilegiata. Eh, già!, perché mi ritrovo sottoterra dopo una vita passata sottoterra. Il salto è stato breve, ma di cambiamenti ne ho notati più di uno rispetto al mio sottoterra precedente.&lt;br /&gt;Non vorrei ora soffermarmi a fare stupidi confronti fra due situazioni così opposte anche se apparentemente così vicine. Prima di tutto fino a ieri (...?) io respiravo e questa è una sostanziale differenza con l’oggi, un particolare da non sottovalutare. Anche se respiravo putridi vapori e odori pestilenziali ero sempre in grado di sentire il mio respiro, seppur affannoso. Poi fino a ieri ero in continuo movimento perché, pensavo, che fermarsi avrebbe voluto significare arrendersi, in un qualche modo, e ora, ironia della sorte, mi ritrovo immobile come… una salma. Ancora, fino a ieri se mi fossi stufato dei miei viaggetti sotterranei sarei potuto in qualsiasi momento uscire allo scoperto per mischiarmi alla folla, confondendomi fra le ombre degli altri. Ora, evidentemente non posso più, e non mi resta che aspettare, immobile.&lt;br /&gt;Non c’è dubbio, ora devo aspettare. Aspetto chissà cosa o chi, ingannando l’attesa (che in verità qui non sussiste) con lunghi giri di parole sempre intorno agli stessi discorsi, rivolgendomi a fantomatici fantasmi (vogliate perdonare le continue allitterazioni) dandogli del voi. L’attesa ovviamente non mi pesa e stare qui sotto, per ora, vuol dire unicamente aspettare. Certo, non sarò in attesa in eterno (…), altrimenti questa mia morte sarebbe solo una seconda vita solo più calma e più silenziosa, e non vorrei davvero questo. E poi, se così fosse, a questa morte dovrebbe per forza di cose seguirne un’altra e poi un’altra ancora, in un ripetersi infinito. Sarebbe quindi un susseguirsi di stati di coscienza nei quali, procedendo, si raggiunge una calma nettamente superiore a quella che si possedeva nello stato precedente e così via fino all’estinguersi di tutte le forze, fino a che la calma non fosse così assoluta da placare la morte stessa che a quel punto si stuferebbe lasciando finalmente il povero cadavere in pace e in placida quiete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114511678991225204?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114511678991225204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114511678991225204&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114511678991225204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114511678991225204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/04/14.html' title='14.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114456760320922712</id><published>2006-04-09T09:25:00.000+02:00</published><updated>2006-04-09T09:26:43.236+02:00</updated><title type='text'>13.</title><content type='html'>Come potreste solo pensare, cari signori, che ci sia altra vita mentre voi riposate eternamente chissà dove?&lt;br /&gt;Perché il tempo dovrebbe continuare a scorrere ora che voi non potete più controllarlo su un orologio, magari che batta per giunta il tempo in ritardo?&lt;br /&gt;Perché il tempo dovrebbe continuare a scorrere per tutti gli altri ora che per voi non scorre più?&lt;br /&gt;E dal vostro punto di vista cosa sarebbe ancora la vita?&lt;br /&gt;E davanti a queste domande io smetto di pensare, ma non di cercare. Certo nessuno può rispondere con assoluta certezza, ma perché desistere dal tentativo della ricerca? Perciò questo delicato intreccio tra vita e morte (risparmiatemi la battuta dei miracoli…) è così intricato che il nostro pensiero si perde dentro a un nero così denso da trasformare il pensiero iniziale stesso in nausea.&lt;br /&gt;E, ovviamente, io ho sollevato questa questione solo per gioco, per spezzare un po’ la monotonia che regna quaggiù: qui, sotto la mia zolla, non c’è niente da fare, tuttavia non ci si annoia perché, è chiaro, il tempo non scorre. Non c’è nessun sole che segue nessuna luna, nessuna notte che segue alcun giorno. Non ci sono giorni, non ci sono anni. è come se il tempo, visto da qui, si divertisse a scorrere su un paio di lancette fissate ad alcun quadrante, nel vuoto, o ad un quadrante che si liquefà (e questo mi ricorda qualcosa – rivedo delle formiche…).&lt;br /&gt;Quando si è vivi ci si annoia (e vi si riduce a tronconi vegetali, come disse chissà chi) perché non si ha niente da fare o si fanno sempre le medesime cose, e nel frattempo il tempo sembra non passare mai o sembra scorrere troppo, troppo lentamente. E annoiandosi, si vive senza costrutto, tristemente e ci si maledice. Io odiavo e invidiavo quelli che non si annoiavano mai, o che quantomeno dicevano di farlo: erano persone di plastica, avulse dalla realtà, completamente false, bastardi iperattivi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114456760320922712?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114456760320922712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114456760320922712&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114456760320922712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114456760320922712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/04/13.html' title='13.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114399854458759889</id><published>2006-04-02T19:22:00.000+02:00</published><updated>2006-04-02T19:22:24.600+02:00</updated><title type='text'>12.</title><content type='html'>Se chiudete gli occhi e cominciate a immaginare intensamente come potrebbe essere tutto dopo la vostra morte, non venite subito presi come da un magone alla bocca dello stomaco? Non riuscite a immaginare e neanche a pensare come può essere la vita, senza la vostra, di vita. Basterebbe pensare a come sarebbe non sdraiarsi più, non cucinare più, non camminare più, non respirare più, non vedere, non sentire, non toccare più.&lt;br /&gt;è impossibile pensare un pensiero così grave, ed è impossibile scindere la vostra vita da quelle che avete intorno (ma non viceversa).&lt;br /&gt;Riuscireste a immaginare come sarebbe il non pensare più?&lt;br /&gt;Ammettiamo il caso che voi siate morti, così come potrebbe essere successo a me (mi lascio ancora il beneficio del dubbio…). è vero, si è appena detto che è un’ipotesi assurda (il pensare questo pensiero, ovviamente), ma supponiamo di immaginare la vita dei vostri vicini, cari, parenti dopo la vostra, diciamo così, dipartita. Potreste vedere un letto vuoto, una parete bianca completamente spoglia, una porta chiusa, gente che piange, che ride, gente indifferente, potreste vedere qualsiasi cosa senza di voi. Qualsiasi cosa continuare, questo è fin troppo chiaro, a vivere e a muoversi senza di voi. Fin qui il ragionamento fila. Ora proviamo con il procedimento inverso.&lt;br /&gt;Immaginiamo di essere morti (e qui mi scappa quasi una risata, ma la trattengo per le successive spiritosaggini…) e di vedere, o immaginare, il resto del mondo (cioè il mondo vissuto fino alla vostra morte, senza di voi) dalla vostra prospettiva. E qui sta il trucco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114399854458759889?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114399854458759889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114399854458759889&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114399854458759889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114399854458759889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/04/12.html' title='12.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114387230552042137</id><published>2006-04-01T08:17:00.000+02:00</published><updated>2006-04-01T08:18:25.533+02:00</updated><title type='text'>11.</title><content type='html'>Tuttavia tutto questo ora, me ne rendo conto, ha ben poca importanza e ne ha avuta ancor meno fino a… ieri. D’ora in avanti, se ci sarà un avanti, non avrò più il problema di dovermi confrontare con la mia immagine riflessa né, tantomeno, con i vostri sguardi penetranti. Io, non so se ci avete fatto caso, continuo a dire d’ora in poi, d’ora in avanti, ieri, presto, oggi, a usare la parola sempre, come se qui queste avessero un qualche remotissimo significato.&lt;br /&gt;è curioso e fa uno strano effetto chiedersi se ci sarà un avanti, o se lo si stia già non-vivendo questo avanti, perché è una di quelle domande cui non si può rispondere, una di quelle contraddizioni insolubili o una di quelle cose impensabili, tipo – che ne so – un cerchio quadrato.&lt;br /&gt;Io, da qui sotto, non riesco a capire se il tempo continui inesorabilmente a scorrere oppure no, o se si sia fermato solo per me. Certo, io posso immaginare la bara dentro cui riposo, non so da quanto, dato che posso ancora avvertire il confortevole tepore dell’imbottitura di velluto (che peraltro potrebbe essere un materasso molto morbido su cui mi sono assopito e sui cui sto beatamente sognando), ma non posso sapere se anche il resto del mondo abbia cessato di essere, o se solo a me sia toccata questa singolare sorte.&lt;br /&gt;Per quanto ne so io, potrebbe essersi realizzata la profezia di… di… di qualcuno, di cui non ricordo il nome e per questo vogliate scusarmi, e il mondo intero è stato annientato, magari risucchiato dal buco nero generato dalla simulazione in laboratorio del Big Bang, in una cittadina americana, anch’essa senza un nome precisato. Questi potrebbero sembrare solo discorsi confusi, ma seguitemi solo per un attimo in questa lunga divagazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114387230552042137?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114387230552042137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114387230552042137&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114387230552042137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114387230552042137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/04/11.html' title='11.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114201223026183856</id><published>2006-03-10T18:36:00.000+01:00</published><updated>2006-03-10T18:37:10.290+01:00</updated><title type='text'>10.</title><content type='html'>La mia professione di minatore tuttavia, di minatore della coscienza, era ben diversa da molte altre che dal di fuori sarebbero potute apparire simili alla mia. Il disgusto di cui parlavo poc’anzi, non era in me qualcosa di voluto o di ricercato e un qualcosa da poter controllare a piacimento e rigirare a proprio favore, ma era un qualcosa di più sottile, di più capillare. Cresceva in me ben presto, tutti i giorni, di tutti i mesi di tutto l’anno di tutti gli anni, fin dalla mattina, non appena mi avvicinassi allo specchio in bagno anche solo radermi. In più qualche volta, lo devo ammettere, ho sporto il naso al di sopra della mia zolla per riassaporare il sapore fresco dell’aria aperta, tornando sporadicamente a vivere la mia vita sociale. Quando è successo ho naturalmente collezionato solo insuccessi e delusioni, perché io provavo a lasciare qualche porta aperta a voialtri ma voi, dal canto vostro, non avete fatto altro, tranne che in rarissime eccezioni (due, forse tre), che ignorarle o spalancarle una volta individuate, quando io avrei voluto solamente che venissero accostate da qualche mano di qualche leggiadro spirito affine. Così, i vostri sguardi impietosi hanno logorato i miei occhi e i raggi del sole li hanno compromessi per sempre. E non bastava una benda sugli occhi o un paio di occhiali scuri per poter tornare fra voi, no, serviva il coraggio di cominciare a parlare con voi e, una volta trovato, serviva poi l’assurda incoscienza di conversare gettando ogni tipo di maschera che celasse ogni mio sentimento. Francamente questo l’ho trovato sempre impossibile e così ho abitato i miei cunicoli pestilenziali, concedendomi rarissime gite&lt;em&gt; fuori porta&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114201223026183856?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114201223026183856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114201223026183856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114201223026183856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114201223026183856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/03/10.html' title='10.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-114157627919022815</id><published>2006-03-05T17:30:00.000+01:00</published><updated>2006-03-05T17:40:42.123+01:00</updated><title type='text'>9.</title><content type='html'>E questo tuttavia è un altro discorso, che ricordo veramente molto poco, che mi fa perdere il filo del discorso, per giunta. Quindi, per cortesia, basta domande. D’ora in avanti ne accetterò solo durante le mie pause del mio soliloquio, tranne però nel caso in cui stia dormendo (e nella mia posizione come si può avere pause o dormire?…) o stia riflettendo. Se durante la nostra conversazione vorrete porre dei quesiti, più o meno stupidi, non fatelo: annotateli con pazienza, uno dopo l’altro, su un foglio di carta, anche stracciato. Quando poi avremo finito di parlare avrete il vostro bel foglio pieno, si spera, di domande e di appunti da muovermi e a quel punto vi potrete rivolgere a qualcun altro, che magari abbia anche la voglia di rispondervi. Ora è stato perso fin troppo tempo (lo dico per voi, ovviamente…), vediamo… dove ero rimasto?… ecco, sì… parlavo di noi minatori. Riprendiamo da dove ero rimasto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-114157627919022815?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/114157627919022815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=114157627919022815&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114157627919022815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/114157627919022815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/03/9.html' title='9.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113973268301520736</id><published>2006-02-12T09:24:00.000+01:00</published><updated>2006-02-12T09:24:43.016+01:00</updated><title type='text'>8.</title><content type='html'>E sotto terra, al riparo da tante distrazioni, credetemi, è possibile fermarsi per pensare, per pensare, per pensare. Non è detto che pensando in continuazione, riflettendo per tutta la durata di una vita, alla fine si giunga a un qualcosa che renda possibile il ritorno in superficie. Anzi, di certo le risposte a tali quesiti non verranno mai trovate, ma di sicuro varrà la pena anche soltanto provare a cercarle, anche nel caso in cui già si sapesse che si sta cercando un qualcosa che, per definizione, non possa in alcun modo essere trovato, perché di fatto è un qualcosa di troppo intangibile e delicato. Come, che so, provare a raccogliere un alito di vento o provare a stringere, senza interromperne il fragile battito d’ali, una sfuggente farfalla. Oppure, ancora, come aspettare per una vita intera qualcuno che non arriverà mai vuoi per causa di forza maggiore vuoi perché non è stato invitato o perché, questo qualcuno, forse non esiste proprio; come aspettarlo, appoggiati a un albero, sapendo di aspettare per nulla, di aspettare nulla, essendo consci di non poter incontrare nessuno nell’attesa, se non qualcuno di passaggio che disilluda le vostre già sottili speranze, al pari di Vladimiro ed Estragone…&lt;br /&gt;Chi sono, mi chiedete? Solo due vecchi amici, forse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113973268301520736?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113973268301520736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113973268301520736&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113973268301520736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113973268301520736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/02/8.html' title='8.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113973261874584541</id><published>2006-02-12T09:23:00.000+01:00</published><updated>2006-02-12T09:23:38.756+01:00</updated><title type='text'>7.</title><content type='html'>D’altra parte però si consideri anche che spesso, e solo quello, quell’infimo senso di ribrezzo, quella profonda sensazione di raccapriccio che blocca direttamente il respiro all’altezza del piloro, è ciò che consente di proseguire il cammino attraverso le lunghe gallerie, trovando sempre uno stimolo giusto nelle repentine nausee. Io è proprio questo che facevo: scavavo la terra umida e cadevo in continuazione respirando l’odore nauseante della terra smossa zeppa di vermi. Il disgusto, con cui sono poi risuscito a convivere, di questo odore di terra fetida così vicina alle mie narici mi spingeva di volta in volta a rialzarmi per continuare il mio lavoro; ovviamente non sempre sono riuscito a rialzarmi e l’ultima volta evidentemente mi è stata fatale.&lt;br /&gt;Tuttavia trovo che la mia condizione fosse quella di tanti altri minatori che come me hanno dedicato gran parte del proprio tempo, gran parte della loro vita, al silenzio e alla ricerca di un qualcosa che fosse in grado di aprire un sottilissimo spiraglio, che rappresentasse la più lontana speranza per una sorta di risposta, a quelle domande che perseguitano tutti, prima o poi, volenti o nolenti (certo chi più chi meno ossessivamente), domande del tipo (qui ovviamente, ricado nel banale): «Vale la pena vivere la vita? Per che cosa vale la pena vivere la vita?».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113973261874584541?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113973261874584541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113973261874584541&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113973261874584541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113973261874584541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2006/02/7.html' title='7.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113300933956829678</id><published>2005-11-26T13:48:00.000+01:00</published><updated>2005-11-26T13:48:59.570+01:00</updated><title type='text'>6.</title><content type='html'>Sì, sono insoddisfatto della mia vita passata e ne ero ancor più anche quando ne ero più direttamente coinvolto. Ma questo mio stato d’animo non interrompeva il mio incedere, e così ho tirato avanti lo stesso.&lt;br /&gt;D’altronde alzi la mano chi, fra voi, si possa ritenere soddisfatto o più semplicemente, chi, fra voi, non provi il seppur minimo ribrezzo, il più infimo senso di disgusto per tutto ciò che riesca, o sia riuscito, a fare produrre pensare scrivere. Di sicuro qualche personaggio famoso dello spettacolo o qualche illustre appagato politico già visto in televisione o ancora un semplice qualcuno senza grandi pretese da sé o, di più, un non-semplice qualcuno con grandi, ma non troppe, pretese da sé, sarà pronto a confutare questa banalità, che mi è sfuggita e me ne scuso, con una compassionevole smorfia di derisione. Me ne rendo conto: dico delle banalità e vorrei confutarmi io stesso o essere al più presto confutato da qualche temerario che abbia voglia anche solo di parlare di questo, così per intavolare una discussione e variare questo soliloquio. Forse ciò che dico è esagerato e affrettato e alcuni (forse qualche cristiano cattolico…), ancora fra voi, penseranno che il mio sia solo un discorso inventato e fuori dalla realtà. In molti però, e di questo ne ho un ricordo nitidamente sicuro, venivano, e vengono, schiacciati da se stessi e non riuscivano a rialzarsi dai colpi che si infliggevano da soli. In molti non riuscivano ad accettarsi e questo li lacerava dall’interno, deteriorava le loro coscienze di esseri umani (troppo umani). E non era, questo, un problema di ricerca interiore o di ricerca e basta, perché ci si potrebbe rialzare, anche se a fatica, dai colpi che si subiscono da altri (chiunque essi siano), ma quando ci si ferisce e ci si autopunisce con l’intento preciso di farsi del male nel profondo, difficilmente poi si può continuare a respirare come prima. Difficilmente la ferita si cicatrizzerà e non lascerà segni visibili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113300933956829678?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113300933956829678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113300933956829678&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113300933956829678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113300933956829678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/11/6.html' title='6.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113217273566665786</id><published>2005-11-16T21:25:00.000+01:00</published><updated>2005-11-26T13:49:20.960+01:00</updated><title type='text'>5.</title><content type='html'>Mi ritorna in mente tutt’a un tratto una persona che una volta, forse, ho conosciuto che un giorno, chissà quando, raccontò di essere un uomo cattivo, malato e sgradevole che viveva nel suo sottosuolo rifiutando e odiando di un odio sordo tutti gli altri, davanti ai quali manifestava la sua incapacità di agire e reagire, ben sapendo tuttavia di essere più intelligente di loro. Era chiaramente diventato prigioniero del suo sottosuolo, prigioniero del labirinto della coscienza, e si dibatteva in continuazione tra una costante volontà di umiliarsi e una luciferina smania di emergere. Che fine abbia fatto quell’uomo non lo so e penso che non abbia fatto una fine particolare, ma che abbia continuato a vivere fra sé sputando ogni tanto il veleno che covava sotto la lingua. Mi chiedete cosa c’entri questa storiella con tutto il resto? Molto probabilmente niente, ma rammentavo quell’uomo e la sua storia, così ho deciso di ricordarla a voce alta, senza nessun altro motivo.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda, ho passato la vita in questo modo, fra le gallerie del sottosuolo, a fuggire la luce e il respiro affannoso dei miei “simili”, rimanendo in continuo movimento, in un continuo andare, in un continuo rincorrere, in un continuo ricercare. Alla fine temo proprio di non esserlo riuscito a trovare quell’espediente che mi facesse apprezzare, anche se solo per un sottile istante, ciò che ho chiamato &lt;em&gt;la mia vita&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113217273566665786?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113217273566665786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113217273566665786&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113217273566665786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113217273566665786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/11/5.html' title='5.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113190829571436990</id><published>2005-11-13T19:57:00.000+01:00</published><updated>2005-11-13T19:58:15.716+01:00</updated><title type='text'>4.</title><content type='html'>La mia vera esistenza, invece: quella no, non mi è mai appartenuta. Non l’ho mai considerata mia, non l’ho mai considerata tale. Il perché di questo è coperto di terra come me, ed è qui sotto che va ricercato. E chissà se alla fine di questa chiacchierata, che non so quanto durerà e se qualcuno sarà pronto per starla ad ascoltare (e insisto sull’ascoltare: di interlocutori che mi stiano solo a sentire non ne ho davvero bisogno, mi provocherebbero solo un gran disagio), riuscirò a trovare, o soltanto ad avvicinarmi, finalmente a qualcosa.&lt;br /&gt;Sono troppo confuso? Faticate a seguire i miei pensieri contorti e aggrovigliati? Volete che prosegua più lentamente? Allora prestate un po’ più di attenzione e io da parte mia tenterò di spiegarmi meglio.&lt;br /&gt;La verità è che io da sotto terra non mi sono mai mosso. La mia vita l’ho trascorsa in oscure gallerie, sempre al di sotto ho vissuto, al riparo dai raggi del sole, che ora posso solo ricordare, o immaginare di ricordare. Sempre sotto gli altri mi sono mosso, ho respirato, ho scavato. Come una talpa ho vagato per le mie gallerie, inseguendo e ricercando ossessivamente un labile espediente per poterla apprezzare, la mia vita che ho condotto, per così dire, fra voialtri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113190829571436990?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113190829571436990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113190829571436990&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113190829571436990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113190829571436990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/11/4.html' title='4.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113130197066062449</id><published>2005-11-06T19:32:00.000+01:00</published><updated>2005-11-13T19:56:23.590+01:00</updated><title type='text'>3.</title><content type='html'>Ora dovrei essere pronto a vivere questa non-esistenza che ora appartiene a me e a me solo, e che pensavo in realtà già di possedere ancor prima di esser trapassato, ma se lo sia effettivamente, ora, questo non riesco ancora a capirlo. Ciò che riesco a comprendere, o meglio, a percepire, è ciò che sono in questo istante e ciò che ora ho intorno, ciò che mi appartiene. E qualcuno fra voi potrà facilmente pensare che ciò che possiedo ora sia in realtà ben poco, dato che apparentemente niente mi appartiene. Ma se si getta per un attimo lo sguardo al di là si può notare con relativa semplicità quanto io adesso sia effettivamente ricco. In questa mia posizione posso con tranquillità affermare che tutto ciò che desidero, ma anche ciò che non desidero, mi appartiene, dato che niente può non appartenermi. D’accordo, ciò che ho in verità, a parte tutti i giri di parole, è la mia cassa e la mia morte (così come voi avete la vostra, di cassa e la vostra, di vita). Vi sembra un po’ poco, forse? A me no, e me li tengo ben stretti entrambi, non posso certo desiderare altro – non vi pare? Ora mi basta la mia sorte, perché ora, e solo ora, riesco a capire ciò che mi appartiene. Io appartengo alla morte, ma la morte stessa appartiene un po’ a me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113130197066062449?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113130197066062449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113130197066062449&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113130197066062449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113130197066062449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/11/3.html' title='3.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113018129359487599</id><published>2005-10-24T21:14:00.000+02:00</published><updated>2005-11-13T19:56:13.230+01:00</updated><title type='text'>2.</title><content type='html'>D’ora in avanti mi penserò pertanto in questa posizione e me ne beerò, traendone i relativi vantaggi. Il pensiero di trovarmi rinchiuso dentro un vaso adesso non mi esalta. Mi piacerebbe d’altro canto che le mie ceneri venissero sparse nell’acqua del fiume della mia città natìa. Tuttavia per quanto ho intenzione di fare ora, ossia di intrattenermi con voi in una gustosa conversazione, trovo sia preferibile immaginarmi sdraiato in un feretro. E non lo dico per me, bensì per voialtri. Sono sicuro infatti che voi non riuscireste mai ad immaginare dei pensieri provenienti da qualcosa che non abbia un pur lontano aspetto umano, dei pensieri trasportati da un alito di vento o scritti nell’acqua, e questo vi farebbe perdere l’attenzione che mi dovrete dedicare.&lt;br /&gt;Quindi, da principio, immaginate pure che io ora sia un corpo esanime, o se preferite uno scheletro, ben sdraiato sul fondo di questa bara e che questi che vi presento siano gli ultimi pensieri rimasti racchiusi nella mia scatola cranica ancora intatta e che il mio sia un tentativo per esorcizzarli e per permetter loro di prendere aria così da liberarmi una volta per tutte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113018129359487599?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113018129359487599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113018129359487599&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113018129359487599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113018129359487599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/10/2.html' title='2.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113006627062436309</id><published>2005-10-23T13:17:00.000+02:00</published><updated>2005-11-13T19:56:05.716+01:00</updated><title type='text'>1. Sono morto di fresco, sono morto.</title><content type='html'>Sono morto di fresco, sono morto.&lt;br /&gt;Qui dentro il caldo è talmente insopportabile, che ancora riesco ad avvertirlo, nonostante i miei sensi siano tutti privi del più minimo impulso vitale.&lt;br /&gt;Sono stato rinchiuso in questo feretro da poco, e di sicuro qualcuno, nel giorno dell’ultimo saluto, avrà sputato qualche vuota parola al vento e qualche desolata lacrima si sarà sparsa sulla terra secca e smossa che ci ricopre (me e la bara), chissà ormai da quanto. Certo le cose potrebbero essere andate in maniera diversa così che io ora in realtà non stia riposando sottoterra rinchiuso in una bara zincata. Ma se io stia riposando all’ombra de’ cipressi o all’interno di una fredda urna ridotto in polvere, credetemi, questo fa ben poca differenza. Però visto che posso scegliere come immaginarmi in questo momento, preferisco immaginarmi sdraiato ricoperto di terra: questa è l’idea che trovo in assoluto più romantica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113006627062436309?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113006627062436309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113006627062436309&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113006627062436309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113006627062436309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/10/1-sono-morto-di-fresco-sono-morto.html' title='1. Sono morto di fresco, sono morto.'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18144049.post-113000017856618504</id><published>2005-10-22T18:54:00.000+02:00</published><updated>2005-11-13T23:11:08.330+01:00</updated><title type='text'>Cominciamo... (Prefazione)</title><content type='html'>Questa che vi narro, miei silenti compagni, non è una storia o una favola, no: semplicemente vi racconterò gli ultimi pensieri di un essere, una delicata presenza - dalle ambigue fattezze di un vampiro al pari del Capitano Edgar -, che si sforza nel tentativo di ricordare se stesso e la sua storia. Ciò che verrà ricordato è un insieme disordinato e senza senso di ricordi, a volte presi in prestito dalla vita vissuta da qualcun altro, accatastati l’uno sull’altro, raccolti peraltro senza un’apparente logica. Questi pensieri, imprigionati dal coperchio di un feretro, vagano costipati in un moto a spirale all’interno della testa del nostro fondendosi alle frequentissime citazioni, alternandosi alle assurde spiritosaggini. Questa con molta probabilità non sarà né un’autobiografia né la biografia di un altro personaggio. Sarà, forse, un unico ricordo di una vita che nessuno ricorda, di una persona che nessuno ricorda, che nessuno pare abbia mai conosciuto. Basterebbe chiedersi chi sia realmente questo fantomatico personaggio, che odia le domande e il vociare, che cerca così insistentemente una via, minando il terreno e scalzandolo al pari di una talpa, per rendersi conto del perché alla fine costui ricordi così tante cose senza però riuscire, accorgendosene vagamente, a ricostruire la sua, di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, vi do il benvenuto all’interno di una bara, dove vi auguro un buon proseguimento… &lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2113/1768/400/attesa%20ateo_small.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18144049-113000017856618504?l=ecchimedieguito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/feeds/113000017856618504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18144049&amp;postID=113000017856618504&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113000017856618504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18144049/posts/default/113000017856618504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ecchimedieguito.blogspot.com/2005/10/cominciamo-prefazione.html' title='Cominciamo... (Prefazione)'/><author><name>diechirico</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08907108674836119483</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
